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La sottoclassificazione degli IR-3

Ultimo Aggiornamento: 16/06/2009 00:05
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17/01/2009 16:15

LA SOTTOCLASSIFICAZIONE DEGLI INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO


La ripartizione degli Incontri Ravvicinati in primo, secondo e terzo tipo (quelli dove viene riferita la presenza di entità animate), è cosa nota anche ai non esperti, almeno dal 1977, anno di uscita del fortunatissimo omonimo film di Steven Spielberg. Così come gli appassionati avranno anche sentito parlare di IR del quarto tipo in riferimento ai supposti casi di rapimento, quelli cioè in cui i testimoni vengono loro malgrado condotti a bordo dell'UFO e sottoposti a varie forme di coercizione per un lasso di tempo in genere limitato.
Molti meno sono invece coloro che sanno di un'ulteriore ripartizione in sei sotto-classi operata da Ted Bloecher della categoria degli IR-3, di certo la più intrigante per la presunta presenza di entità animate associate all'UFO (inteso in questo caso nella classica accezione di "disco volante").
Tali classi sono le seguenti:
A. L'entità viene osservata solo all'interno dell'UFO
B. L'entità viene vista entrare od uscire dall'UFO
C. L'entità non viene vista entrare o uscire dall'UFO, ma soltanto nelle sue immediate vicinanze
D. Durante l'IR non viene osservato alcun UFO, ma il fenomeno ha luogo in una zona teatro nel periodo in questione di altri avvistamenti
E. Durante l'IR non viene osservato alcun UFO e l'esperienza ha luogo in una zona dove non è stata segnalato alcun avvistamento UFO
F. Non viene osservato nessun UFO e nessuna "entità", ma il testimone sperimenta comunque un "contatto" con una qualche sorta di intelligenza
Tra queste sottoclassi, quella che ha sempre stuzzicato maggiormente la mia curiosità è il tipo "E", perché questo genere di casistica si presta di fatto a varie interpretazioni ed ipotesi. Infatti, per molti casi di questo tipo la loro collocazione nel contesto ufologico appare tutt'altro che certa, tanto che per riferirsi ad essi si usa ricorrere all'espressione "casi limite". Per la stessa ragione, non è raro il caso che alcuni di essi finiscano per non essere inseriti nella casistica ufologica, qualora una loro collocazione nel contesto di altre discipline dell'insolito (penso soprattutto alle apparizioni di fantasmi) appaia più felice.
Leggendo il resoconto di molti di questi casi si può notare infatti come molte delle entità descritte dai testimoni si presentano in forme diverse dalla classica iconografia dell'extraterrestre e somigliano più a gnomi, fate, folletti ed altre figure tipiche del folklore di ogni paese e che appunto sono oggetto di studio da parte di altre discipline.
Tutto questo mi porta a pensare che i testimoni possano aver osservato -o piuttosto "vissuto"- un fenomeno diverso da quello ufologico.
Molto importante per l'analisi di questi casi appare quindi l'approfondimento della compenente sociale e culturale in cui il testimone si è formato e vive.
Venendo all'Italia, è singolare osservare che la casistica degli IR.3 è costituita per una grossa fetta proprio da casi del tipo "E": come dire cioè che gli italiani incontrano più entità isolate di quante ne vedono nelle altre singole associazioni ad UFO previste dalla classificazione di Bloecher. Un caso di questo tipo, un classico per la nostra casistica regionale, avvenne a Catania la mattina del 19 dicembre 1962. Due fattorini postali, Giovanni D'Agata e Italo Magri (entrambi 25enni), stavano rientrando in sede a bordo di un motoscooter dopo avere consegnato un telegramma alla stazione e per fare prima, decisero di transitare per il popolare quartiere San Berillo, poi via Marchese di Casalotto e via Di Prima. All'improvviso, imboccata piazza Santo Spirito, si imbatterono in uno strano individuo: la sua statura era di circa 1 metro e 80, aveva addosso una tuta bianca ed in testa portava un casco di forma ovale e di colore rosso attraversato da una striscia bianca. Si spostava a piccoli passi, saltellando, e teneva le braccia (corte) vicino al tronco con le mani protese ad angolo retto verso l'esterno. Le gambe sembravano unite al centro, come se tutto il corpo fosse quello di un palmipede, una specie di tricheco.
All'inizio i due fattorini la presero a ridere, ma quando si avvicinarono allo strano essere provarono una paura tremenda perché il volto dell'essere non aveva sembianze umane, niente occhi, niente naso, niente orecchie: era solo una testa vuota come una zucca!
Presi dal panico i due fattorini fuggirono a tutto gas. Ma subito dopo tornarono indietro e fecero in tempo a vedere l'essere sparire in un punto della piazza dove, come dopo dirà uno dei due testimoni, non c'erano traverse. In pratica, come se si fosse dissolto nel nulla.
La notizia venne riportata con risalto dal quotidiano catanese Espresso Sera in data 21 dicembre.
Nel 1980 il gruppo di ricerca catanese "Solaris" riuscì a rintracciare il D'Agata. Intervistato, questi confermò a distanza di quasi vent'anni l'episodio, denunciando però alcune discordanze rispetto alla versione pubblicata dal giornale (tanto per cambiare ... ). Per esempio, disse di non aver visto bene i piedi dell'essere e quindi di non aver parlato di palmipede: quello che vide fu una fonte luminosa e basta. Alla fine dell'intervista il D'Agata dichiarò di non essere in grado di dare una spiegazione esauriente al fatto e negò di essersi mai interessato di ufologia.
Cosa videro i due fattorini? Un alieno? Un fantasma, come lascerebbe pensare la rettifica di D'Agata relativamente al fatto di aver visto solo una sagoma luminosa? O più semplicemente furono vittime di una burla?
Se non si dubita della loro buona fede, quest'ultima appare di certo la spiegazione più probabile. In
fondo la "smaterializzazione" della misteriosa figura potrebbe essere facilmente spiegata col fatto che
due fattorini, in preda al panico ed al terrore, possano aver confuso un po' gli avvenimenti e magari
nella fretta di scappare non si sono accorti del fatto che il buontempone, soddisfatto dello scherzo fatto,
si sia andato subito a nascondere da qualche parte, dietro una macchina o in un portone.
Ma la verità è che anche in questo caso, come purtroppo in troppi altri del genere, non sapremo mai
cosa abbiano effettivamente visto i due testimoni.
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